È possibile parlare di interazioni tra bambini piccolissimi?
Al nido d’infanzia. All’interno del contesto nido si sperimentano quotidianamente e ripetutamente interazioni tra i bambini. Inizialmente (tra i sei e gli otto mesi) l’altro viene esplorato come “un oggetto” e le interazioni tra bambini sono sostenute dal sentirsi attratti dallo stesso oggetto. Si passa poi, verso i 12 mesi, ad un gioco parallelo, i progetti di gioco e di esplorazione sono individuali, iniziano, tuttavia, i primi momenti di imitazione e spesso i bambini uno di fronte all’altro ripropongono esperienze di gioco che sembrano simili tra loro. Vi è poi, tra i 12 e i 18 mesi, una fase di “interazione a senso unico” dove si riscontra ancora una difficoltà a coordinare il proprio comportamento con quello dell’altro bambino. Verso la fine del primo anno di vita compare la consapevolezza del bambino nel dar luogo e nel rispondere a una interazione. Dal secondo anno di vita prendono avvio le interazioni propriamente sociali e nel giro di pochi mesi avvengono veri e propri “scambi sociali”. Tra i 18 e i 30 mesi, infine, aumenta la capacità di interazione reciproca, si allungano così le sequenze di alternanza di turni accrescendo la complessità degli scambi; da queste prime interazioni sociali prendono avvio le protoamicizie (Venuti, 2001).
La triade. Lo spazio interattivo triadico è caratterizzato da alcune proprietà specifiche differenti da quello diadico. La complessità dinamica dell’interazione triadica infatti permette al bambino di sperimentare cooperazione, conflitti e negoziazione (Vuchinich, Emery, Cassidy, 1988; Minuchin, 1985; Pinchus, 2001; Molinari, Cigala, Corsano, Venturelli, 2017) consente di sperimentare posizioni attive e periferiche e continue microtransizioni (Cigala, Venturelli, Fruggeri, 2014). Queste ultime richiedono ai bambini di assumere il punto di vista degli altri protagonisti dell’interazione, di cogliere i loro segnali e di coordinarsi con loro. Tutte queste esperienze interattive contribuiscono allo sviluppo di competenze sociali molto sofisticate (Venturelli, Cigala 2015). Queste possibilità di sviluppo connesse allo spazio interattivo “triadico”, riguardano anche le situazioni sociali più estese come quelle del piccolo gruppo che ritroviamo al nido d’infanzia.
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